ATLANTE DELLA NERA MILANESEdi Giuseppe Paternò Raddusa (Utet)
- 31 mag
- Tempo di lettura: 1 min
mercoledì 10 giugno alle 19

Una città trattiene le storie, le sedimenta, le ingloba nel proprio tessuto.
Anche a Milano, nei suoi quartieri, nelle strade che percorriamo ogni giorno senza pensarci, rimangono stratificate storie di sangue, misteri irrisolti, ferite che il tempo non ha mai davvero chiuso.
In Atlante della nera milanese, Giuseppe Paternò Raddusa – autore del podcast true crime Demoni urbani – ricostruisce questa mappa sommersa: delitti celebri e dimenticati, vicende che hanno attraversato giornali, tribunali e memorie familiari, episodi che hanno ridefinito il rapporto tra la città e chi la abita.
Storie che affondano le loro radici nella parte più glamour e scintillante della città, la Milano da bere, oppure tra le formazioni politiche che hanno insanguinato piazze e strade negli anni settanta, o nel periodo d’oro delle bande armate, da Cavallero a Vallanzasca, fino ai quartieri popolari del secondo dopoguerra come la Porta Venezia di Rina Fort, lontana dalla vetrina scintillante incastonata in corso Buenos Aires di oggi.
Paternò Raddusa costruisce un viaggio nei casi celebri e in quelli dimenticati, tra i protagonisti e i loro fantasmi, negli appartamenti e i quartieri che sono stati teatro di passioni estreme, violenze improvvise e misteri irrisolti.
Una guida alla parte più oscura di Milano, per scoprire quanto il passato continui a pulsare sotto la superficie della città visibile.





















Cercavo un tutorial su come fare la ceramica con il tornio e ho cliccato su un link sbagliato in un forum di artigianato. Il collegamento mi ha portato a una stanza di chat sex italiano dove una ragazza di Faenza lavorava l'argilla al tornio indossando solo un grembiule sporco di fango. Il pubblico mandava mance per richiederle forme specifiche da creare prima di togliersi il grembiule. Quello che ha attirato la mia attenzione è stata la maestria con cui centrava l'argilla e la velocità nel dare forma ai vasi. Ho apprezzato la lezione di ceramica, che mi ha insegnato la giusta pressione delle mani sull'argilla bagnata per evitare che il vaso collassi. Ho passato un intero pomeriggio a guardarla creare vasellame…